POLITICA / Andrea Amendola ha incontrato i suoi sostenitori

Erano presenti diverse associazioni

Martedì 24 Aprile 2012 - 21:10

 

Andrea Amendola, candidato di Adc alla carica di consigliere comunale per le prossime elezioni amministrative, ha incontrato ieri alcune associazioni che operano in città su diversi fronti. Al termine dell’incontro le associazioni, che si sono riconosciute nelle idee e nelle proposte di Amendola, hanno garantito al candidato il loro sostegno in vista del voto del prossimo 6 e  7 maggio.

All’incontro hanno partecipato il movimento politico Alternativa Popolare, il neonato Movimento Sociale Europeo, che ha già espresso il proprio sostegno alla candidatura a sindaco di Sergio Abramo, la sezione catanzarese dell’associazione di promozione sociale CasaPound Italia, Luigi Fortunato per l’Associazione Culturale Internazionale Gruppo Corvo, ma anche le diverse sezioni cittadine del movimento Ultras Catanzaro, di cui Amendola è appunto responsabile, e l’Associazione Internazionale Supporter Catanzaro.

«Il nostro sostegno – ha spiegato Carmelo La Face, portavoce di CasaPound – nasce da una indubbia vicinanza alla visione politica che esprime il candidato. CasaPound ha un programma preciso, su scala nazionale, ma il suo modo di operare, volto ad agire concretamente sul territorio, ci spinge a considerare i fatti. La nostra presa di posizione, dunque, nasce quindi dalla sensibilità dimostrata proprio da Amendola rispetto ad una tematica a noi cara, quale appunto il Mutuo Sociale, una proposta di legge regionale che il nostro movimento porta avanti fin dalla sua nascita e che nel Lazio ha già avuto successo».

«In un momento così buio per la nostra città – hanno dichiarato Vincenzo Marino, portavoce di Alternativa Popolare, Stefano Mellea per il Movimento Sociale Europeo -, dopo il pessimo quinquennio dell’amministrazione Olivo e la brutta parentesi della legislatura Traversa, non ci sembra ci sia alternativa più valida alla candidatura di Sergio Abramo. Il sostegno ad Amendola nasce per rompere con un linguaggio ed un modo di intendere la cosa pubblica ‘politicamente corretto’ che a noi sta stretto. Non c’è bisogno di candidati in giacca e cravatta, ma di persone vicine alla gente, vicine ai giovani, che conoscano i loro problemi».




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